Archivio mensile:luglio 2014

Maurizio Duse nel Consiglio Direttivo di ISIPM

ISIPME’ con molto orgoglio che comunico ufficialmente di essere entrato a far parte del Consiglio Direttivo di ISIPM (Istituto Italiano di Project Management), che ha Sede a Roma.

L’Istituto Italiano di Project Management è:

  • è un’associazione per la diffusione della cultura del project management in Italia e per la valorizzazione della professione del Responsabile di Progetto e degli altri ruoli professionali di project management;
  • non ha scopo di lucro, ed è aperta a tutti coloro che sono interessati alle problematiche della gestione progetti, per i quali vuole essere un centro di riferimento e di eccellenza;
  • promuove iniziative di studio, ricerca e diffusione culturale con particolare riferimento alle università, alla Pubblica Amministrazione ed ai nuovi approcci “Agili” di project management;
  • costituisce il primo “centro di competenza” a livello nazionale per tutti coloro che intendono certificare la propria professionalità quali Responsabili di Progetto o di Programma;
  • è R.E.P. - Registered Education Provider del PMI® – Project Management Institute;
  • è iscritta al n. 38 nell’elenco tenuto dal Ministero della Giustizia delle associazioni che sono considerate rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate in ordini o collegi (ai sensi dell’art. 26 d.lgs. 206/2007)

Per maggiori informazioni visitare il sito www.isipm.org/

http://www.isipm.org/chi-siamo/gli-organi-istituzionali/consiglio-direttivo#maurizio-duse

Il P.M. nelle organizzazioni moderne

Il project management nelle organizzazioni che cambiano

Business

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Da quanto abbiamo appena esposto possiamo sostenere che il soddisfacimento delle richieste di ogni singolo cliente crea la situazione, forse un po’ paradossale ma assolutamente reale, che il prodotto/servizio diventi diverso per ogni singola richiesta e che, pertanto, il relativo processo di produzione non sarà più da considerare costante e ciclico, ma - di volta in volta - diverso e irripetibile, perchè basato su variabili e specifiche ogni volta diverse.”

“… avremo quindi che ogni commessa (o singolo processo produttivo) potrà essere considerata a pieno titolo un singolo progetto unitario… con caratteristiche tali da renderlo unico.

Conseguenza positiva dell’adozione della metodologia “per progetti” sarà pertanto quella che la struttura organizzativa dell’azienda assumerà la giusta flessibilità per poter essere competitiva e per poter comunque essere in grado di controllare efficacemente i fattori tempo, costo, qualità.

Il project management, col suo insieme di tecniche e metodologie, permette di adeguare le organizzazioni e renderle più adatte a questo nuovo tipo di approccio al mercato.

Perché gestire per progetti

Perché gestire per progetti

Perché è il modo migliore pr gestire i mutamenti imprevisti.

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“Ci troviamo … in un’epoca i cui molteplici fattori (sociali, economici, climatici, culturali, ecc.) che influenzano, direttamente o indirettamente, la nostra condizione i vita, il nostro agire ed operare nel contesto della società, mutano, sia qualitativamente che quantitativamente, ad una frequenza, ad un ritmo, sempre più elevato e talvolta quasi incontrollabile…”

Per far fronte a questi cambiamenti ed alle problematiche derivanti, le aziende hanno da tempo deciso di cambiare il tipo di approccio al mercato, passando da una logica di puro prodotto a quella, marketing oriented, di servizio e di qualità totale.

Ma se da un lato l’adozione di un sistema quaxxlità ha avuto l duplice beneficio di ottenere un monitoraggio continuo sul processo di creazione o di erogazione del prodotto/servizio ed un controllo e contenimento dei costi, dall’altro la politica di orientamento al cliente e di soddisfacimento delle sue richieste ha portato alla necessità di personalizzare il prodotto/servizio per adattarlo velocemente alle specifiche richieste.

Ma se ciò era facilmente gestibile, in un mercato abbastanza stabile, anche con i tradizionali processi organizzativi, questi ultimi (soprattutto nelle grandi strutture) si rivelano inefficienti e poco elastici di fronte alle continue mutevoli nuove richieste del mercato stesso.

In altre parole, più le strutture organizzative sono complesse e strutturate per funzioni specialistiche, più hanno difficoltà ad adattarsi ed avere la flessibilità necessaria per soddisfare le mutevoli richieste del cliente.

Non essere flessibili, a questo punto, porta a non essere più competitivi nei confronti della concorrenza, anche per il conseguente deterioramento, a causa dell’inevitabile aumento dei tempi di produzone, degli altri due fattori strategici, cioè costo e qualità”.

Tratto dal volume “L’Azienda per progetti“, di M. Duse, ed. Franco Angeli, 1998